Denti che si muovono: perché succede?

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denti che si muovono

Mentre si mangia o si lavano i denti, potrebbe capitare di rendersi conto che un dente si muove: è un movimento lieve ma ben distinto, che inevitabilmente porta subito a chiedersi cosa ci sia che non va.

Escluse alcune circostanze, nelle quali può trattarsi di una falsa percezione o di una fisiologica flessibilità dentale (non tutti lo sanno, ma i nostro denti sono leggermente mobili, al fine di ammortizzare i movimenti), quasi sempre si tratta di una problematica le cui cause vanno approfondite rivolgendosi ad un dentista.

Denti che si muovono: possibili cause

La visita dentistica è determinante, poiché alla base di questo fastidio possono esserci svariate cause.

Un dente che dondola può indicare una patologia chiamata parodontite, ovvero l’infiammazione del parodonto.

Il parodonto è quell’insieme di tessuti che avvolge il dente, e che gli permette di rimanere saldo nella sua cavità (detta alveolo), perciò se il parodonto si infiamma, di conseguenza si indebolisce la connessione tra i denti, le gengive e le ossa. Comunemente la parodontite è legata alla placca batterica; questa si forma trascurando l’igiene orale, o non lavando i denti in maniera corretta. Così facendo, placca e tartaro iniziano a formarsi attorno al solco che sta tra gengiva e dente, estendendosi nel tempo.

Una pulizia professionale dei denti permette di pulire a fondo la bocca, impedendo ai batteri di diffondersi.
In genere è una pratica che andrebbe effettuata ogni sei mesi (o in un intervallo più specifico, indicato dal dentista stesso), fondamentale per rimuovere anche la placca che risulta difficile togliere con lo spazzolino, come quella sotto le gengive.

Il movimento del dente può ancora essere generato da una carie, oppure da una gengivite non curata; altre ragioni sono legate a traumi molto forti che eventualmente bocca e denti potrebbero aver subito, e che hanno finito per rendere fragile il parodonto.

Potrebbe anche trattarsi di bruxismo, ovvero quell’atteggiamento che porta a digrignare e stringere i denti durante la notte o il giorno: la continua pressione che ne deriva, provoca l’usura dei denti.

Anche la malocclusione dentale, che altro non è che un danno meccanico subito dal parodiato (magari in seguito ad una cattiva masticazione), può essere alla base di un simile disturbo.

Cosa fare in caso di denti che si muovono?

Nel caso si dovesse notare un dente che si sposta, o il sanguinamento delle gengive (altro sintomo tipico), l’importante è la tempestività, e non esitare nel rivolgersi al dentista, perché il protrarsi del tempo può solo peggiorare la situazione. Prima si interviene, più aumentano le possibilità di salvare il dente.

La buona riuscita dipende molto dal grado di indebolimento del dente, che viene misurato con un sistema chiamato “scala di Miller”. Questa e composta da quattro gradi che vanno da 0 a 3, laddove il terzo è lo stadio più cronico, in cui il dente si muove sia in laterale che in verticale. Invece, nei gradi tra il primo ed il secondo, la situazione è facilmente curabile attraverso una pulizia, oppure una terapia prescritta dallo specialista.

Qualsiasi sia lo stato della problematica, è fondamentale quanto prima recarsi dal dentista per una attenta diagnosi e successive soluzioni.

Per prenotare una visita odontoiatrica presso il nostro studio contattaci compilando il seguente form.

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Chi è il dottor
Francesco Gennaro

Francesco Gennaro nasce a Palermo l’8 agosto del 1967. Nel 1986 consegue il diploma di odontotecnico.

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