dentifrici

Dentifrici: tipologie e differenze

Il dentifricio è un prodotto che quotidianamente utilizziamo per svolgere una corretta igiene orale. La sua funzione principale, insieme allo spazzolino e al filo interdentale, è quella di rimuovere i residui di cibo tra i denti, contrastare l’alitosi e prevenire malattie dentali e gengivali.

Secondo alcune fonti storiche, il primo dentifricio risale al IV secolo d.C. e si presentava come un composto grezzo creato con un mix di ingredienti naturali come i fiori di iris. Successivamente pare che i greci e i romani crearono delle paste per denti aggiungendo anche ossa frantumate e gusci di ostriche.

Nel XIX secolo invece comparvero le cosiddette “polveri per denti” che avevano come ingrediente principale il carbone polverizzato. Il primo dentifricio pieghevole nacque alla fine dell’800 per opera del Dottor Washington Sheffield.

Oggi esistono centinaia di dentifrici diversi, nei supermercati e nelle farmacie ci sono interi scaffali e reparti dedicati all’igiene orale. Davanti a questa vasta gamma di prodotti spesso ci chiediamo quale dentifricio scegliere per una buona salute dentale.

A questa domanda non c’è una risposta univoca, la scelta dipende dalle esigenze dettate da problemi gengivali, dentali o dai gusti personali. Ormai esistono dentifrici per tutti i gusti, anche quelli al gusto di cannella, zenzero o peperoncino.

Tipi di dentifricio

Dentifricio anti carie

Uno degli ingredienti principali di questa tipologia di dentifricio è il fluoro, che fece la sua prima comparsa nei prodotti orali nel 1914. È un minerale in grado di proteggere i denti dagli acidi, di contrastare la formazione dei batteri, diminuendo così la formazione di carie.

Dentifrici anti placca

Composti studiati per prevenire l’accumulo di placca che, se non rimossa si trasforma in tartaro, causando gengiviti e carie. In genere i dentifrici anti placca contengono: cloruro di sodio, iodio, zinco, stagno, alluminio ed enzimi come lattoperossidasi e glucossidasi.

Dentifrici sbiancanti

Contengono delle microsfere che riescono a rimuovere le pigmentazioni e le macchie create dal consumo di alcuni cibi, bevande o dal fumo. Alcuni possono contenere delle sostanze abrasive, quindi è meglio non utilizzarli quotidianamente.

Dentifrici desensibilizzanti

Vengono utilizzati in presenza di gengiviti e servono a ridurre i sintomi tipici della sensibilità dentale. La loro azione fondamentale è quella di remineralizzare i denti e i tessuti gengivali.

Non dimentichiamo però che per avere un sorriso sano e curaro non basta solo la scelta di un buon dentifricio, ma questo deve essere accompagnato da una corretta e costante igiene orale casalinga e, periodicamente, anche professionale per poter effettuare una pulizia più scrupolosa e prevenire in tempo malattie del cavo orale.