denti del giudizio

Denti del giudizio: un nome per ogni paese

I denti del giudizio sono gli ultimi molari che spuntano, in genere tra i 18 e i 25 anni, nella arcate dentarie. La loro comparsa indica il completamento della dentizione permanente, ma non è detto che essi spuntino, infatti è possibile che restino inglobati nella gengiva.

I denti del giudizio sono un patrimonio ereditario che ci perviene dagli antichi ominidi che, per far fronte ad una dieta composta da carni crude e alimenti consistenti, avevano bisogno di denti molto robusti e di mascelle altrettanto forti e resistenti.

Oggi, la nostra alimentazione è composta da cibi più facili da masticare, quindi i denti del giudizio sono quasi totalmente esclusi dalla masticazione. Considerati spesso “inutili”, sia funzionalmente che esteticamente, vengono perlopiù associati ai dolori che provocano durante e dopo la loro crescita.

I denti del giudizio possono però in qualche caso apparire “simpatici”, soprattutto se ci si sofferma sui nomi che gli vengono attribuiti nei vari paesi.

Nella cultura occidentale sono conosciuti come ottavi e come denti del giudizio, un soprannome legato al loro periodo di comparsa che va in genere dai 18 e i 25 anni, un’età che potrebbe essere definita appunto quella in cui si mette “giudizio”.

Secondo una leggenda popolare olandese, invece, la nostra espressione “dente del giudizio” deriva dalla traduzione sbagliata del termine olandese verstandskies, cioè il “dente che sta lontano”. L’errore potrebbe derivare dal fatto che il termine verstand suonava simile a wisdom che in inglese significa appunto “giudizio”,  traduzione che probabilmente ha determinato un’associazione tra la crescita dei molari in questione e la fase della vita in cui si raggiunge una maggiore consapevolezza e si “mette giudizio”.

In coerano, invece, vengono chiamati “denti dell’amore”, perché proprio come il primo amore nascono durante la giovinezza e fanno soffrire.

In giapponese invece sono i “denti sconosciuti ai genitori”, perché spuntano quando l’infanzia è già finita e non si è più sotto il controllo degli adulti.

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